La Kaldereta è uno dei piatti più rappresentativi della cucina filippina, uno stufato ricco e intenso che affonda le sue radici nell’influenza spagnola. Il nome deriva infatti da “caldereta”, termine che indicava una preparazione cotta lentamente in un grande recipiente, e nel tempo si è trasformato in una delle ricette più amate nelle Filippine.
È un piatto conviviale, spesso preparato nelle occasioni speciali, capace di unire ingredienti diversi in un equilibrio sorprendente. La carne di manzo, cotta a lungo fino a diventare tenerissima, si lega a una salsa di pomodoro arricchita dal paté di fegato, elemento distintivo che dona profondità e cremosità. Le verdure e le olive aggiungono freschezza e contrasto, mentre il salame piccante introduce una nota decisa e saporita. Il risultato è uno stufato pieno e avvolgente, che racconta l’identità complessa e stratificata della cucina filippina.
Mettete il manzo in una pentola capiente con acqua fredda. Portate a ebollizione, salate e abbassate il fuoco, lasciate sobbollire dolcemente per circa 2–3 ore, schiumando se necessario. La carne dovrà risultare molto tenera, al termine scolatela e conservate il brodo.
In una casseruola ampia scaldate l’olio e fate soffriggere a fuoco medio-basso l’aglio tritato e la cipolla a fette, finché risultano morbidi e traslucidi, senza dorare. Aggiungete i pomodori a cubetti e lasciate cuocere dolcemente.
Tagliate a fette il salame piccante e unitelo in casseruola. Unite il paté di fegato, la salsa di soia e la passata. Unite le patate mondate e qualche mestolo di brodo. Proseguite la cottura per circa 20 minuti.
A questo punto aggiungete le carote a rondelle non troppo spesse, i peperoni a pezzetti e il manzo cotto tagliato a pezzi medio-grandi. mescolate e proseguite la cottura per 15-20 minuti o fino a quando le patate risulteranno tenere, se necessario aggiungete altro brodo.