APPROFONDIMENTI

Carnevale a tavola, storia, tradizioni e piatti golosi

Se le feste di Natale sono spalmate su più giorni diventando una sorta di maratona gastronomica, il Carnevale è un vero e proprio sprint finale. In una manciata di giorni si concentrano pranzi luculliani, cene festose e merende con dolci incredibilmente golosi. È forse anche la festa in cui le tradizioni culinarie regionali si fanno più vive e agguerrite. Ogni Paese infatti, sforna, frigge, compone e impiatta il proprio cavallo di battaglia.

Autori

Luca Pappagallo

È come il Natale prima e la Pasqua poi: una festa legata al mondo cristiano e cattolico. Come dice il nome stesso, dopo questa giornata si elimina la carne perché si affronta la Quaresima e quindi si fa una vita più morigerata anche a tavola.

La festa del Carnevale, però, ha radici molto più antiche. Le sue origini si possono andare a ricercare già nel periodo greco e romano quando si organizzavano le feste per il dio Dioniso in Grecia e i Saturnali nell'antica Roma.

L'unica regola durante queste feste era non avere regole! I romani e i greci si lasciavano trasportare dal cibo abbondante, dal vino versato a fiumi, era consentito travestirsi e dipingere corpo e viso.

Ancora oggi in Italia il Carnevale è una festa molto sentita; famosissime sono quelle di Venezia e di Viareggio, ma anche la Sicilia può vantare feste bellissime. Chi di voi conosce la battaglia delle arance?! Le città più festaiole attraggono turisti da tutto il mondo, i paesi si mettono in festa dando il meglio si sé con le sfilate di carri e persone mascherate.

Ma a tavola quali sono le ricette di Carnevale più buone?

Senza ombra di dubbio regna il fritto. Che siano chiacchiere, castagnole, frappe o bugie, la padella con l'olio messa a scaldare non manca mai in questi giorni. In questo periodo si realizzano dolci che sono davvero una gioia per gli occhi e il palato.

Di certo le frappe sono i dolci più conosciuti e amati. In base alla regione di appartenenza prendono nomi diversi: chiacchiere, bugie o crostoli, ma sono praticamente uguali. Fatte principalmente con uova, farina e zucchero, assumono la forma di nastri più o meno arrotolati e frastagliati che vengono poi cosparsi, dopo essere stati fritti, con zucchero a velo. Hanno un'origine molto antica: risalgono, infatti, all'epoca romana quando con “frictilia” si intendeva un dolce molto simile a quello attuale.

Nella zona del Nord Italia che abbraccia il Veneto e l'Emilia Romagna si trovano le castagnole: si tratta di piccole palline fritte, a forma di castagna, per l'appunto, che vengono cosparse di zucchero. La loro consistenza è abbastanza morbida e sono golosissime appena fatte. Il segreto per ottenere una cottura ottimale è avere un olio alla temperatura giusta, sui 180 °C, e friggere pochi pezzi alla volta in olio profondo. Una volta cotte si possono anche farcire con crema o ricotta e il risultato è speciale!

La cicerchiata, poi, è davvero deliziosa! È molto amata e apprezzata e si fa soprattutto nel Centro Italia. Il suo nome deriva dalla forma, molto simile alla cicerchia; infatti sembra un piccolo legume. Queste piccole palline dorate vengono fritte e mentre sono ancora calde vengono cosparse con il miele che le “incolla” in maniera golosissima.

Anche se consumate durante tutto l'anno, non possono mancare le graffe e le ciambelle con le mele. Le graffe di origine tedesca sono entrate a pieno titolo negli usi e nei consumi degli italiani che le amano in modo particolare. Morbide e generose, queste ciambelle fritte fanno la felicità di grandi e bambini. Chiamate anche zeppole, possono prevedere, oltre agli ingredienti base, anche l'aggiunta di patate che conferiscono loro una consistenza ancora più morbida. Le frittelle di mele sono uno dei fiori all'occhiello del Trentino, regione in cui si ha una grande produzione di questo frutto profumato e saporito. Le fette di mela vengono ricoperte con una pastella che durante la frittura si gonfia e resta morbida. Un inno alla golosità! Qualora vogliate provare a farle vi consiglio di utilizzare la mela Golden o la Renetta perché non si sfaldano in cottura e restano entrambe morbide.

Una piccola curiosità gastronomica ci viene da Napoli. Qui va per la maggiore il migliaccio e il sanguinaccio ed è proprio quest'ultimo che ha una storia interessante. In un'epoca non troppo antica, si usava fare il sanguinaccio, aggiungendo al cioccolato alcune gocce di sangue di maiale. Del maiale del resto non si butta via nulla! Le macellerie vendevano il sangue fresco proprio in questo periodo. Chi l'ha assaggiato fatto così (questa pratica è stata permessa fino al 1960) dice che era delizioso! Oggi, per una normativa del Ministero della Salute, non è più possibile utilizzare il sangue, ma resta uno dei dolci al cucchiaio più buoni che si producono nel periodo carnevalesco.

E dopo questa carrellata di dolci, un po' di salato non vi va?

Anche nel salato regna l'abbondanza, la festa, il colore e il troppo che non storpia affatto in questo caso. Le lasagne in ogni loro forma, dimensione e abbinamento vanno per la maggiore. Sono il piatto perfetto da portare a tavola nei giorni di festa.

Quindi se vi state chiedendo cosa si mangia nel periodo di Carnevale la risposta esatta è tutto! Via libera a tutto ciò che è fritto, abbondante, lussurioso, appagante e sostanzioso. Per il digiuno e le privazioni, ci sarà tempo!